Uomo armato punta la pistola contro un migrante nella stazione di Milano: ecco cosa accade quando ci sono armi in giro

Uomo armato punta la pistola contro un migrante nella stazione di Milano: ecco cosa accade quando ci sono armi in giro

Cosa potrebbe accadere se dovesse passare la legittima difesa voluta dalle destre unite, con la benedizione del Movimento 5 Stelle, e di conseguenza se dovesse sopraggiungere il placet alla corsa alle armi (agognato dal centrodestra)? Un antipasto, probabilmente, è arrivato ieri, 23 luglio. Una giornata particolarmente concitata nella stazione Centrale di Milano. Un uomo, successivamente indicato come un candidato (non eletto) della Lega alle ultime Politiche, avrebbe estratto – stando alla ricostruzione dei fatti – una pistola, puntandola contro un migrante al termine di un litigio. Per fortuna non sono stati esplosi proiettili, né ci sono feriti.

Scrive il Corriere della Sera, in un articolo di Gianni Santucci:

La vicenda è stata presa in carico dagli investigatori della Polfer della Centrale ed è a loro che Massimiliano Codoro, 51 anni, milanese, imprenditore, ha spiegato che era andato in stazione per aspettare la compagna e la figlia. All’arrivo, le avrebbe trovate in lacrime, sotto choc, molto preoccupate perché, a quanto hanno raccontato, poco prima sarebbero state infastidite e molestate da un uomo, del quale hanno dato anche qualche descrizione, che avrebbe palpeggiato la ragazzina.

A quel punto, ascoltato il racconto, l’ex candidato nella lista Salvini-Berlusconi-Meloni si è messo a cercare a cercare il molestatore e alla fine ha fronteggiato un immigrato; ne è nata subito una lite piuttosto agitata, al termine della quale Codoro avrebbe cercato di dare un violento calcio all’uomo e poi avrebbe estratto e brandito la pistola.

Ecco, senza addentrarci nel caso specifico e quindi alle molestie denunciate dalle due donne e al battibecco successivo, un elemento preoccupa: c’è chi oggi, quando ancora non è passata la riforma della legittima difesa, si sente in diritto di tirare fuori un’arma per “difendersi”, senza troppi fronzoli. Anche se questo avviene in pieno centro, nel luogo più centrale possibile: la stazione ferroviaria. Il timore è forte: chissà cosa accadrà un ‘domani’ con il via libera al modello svizzero tanto caro alla Lega.

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